Home Territorio Stay home (Mica è un’impresa) L’inno (tarantino) contro la paura

Stay home (Mica è un’impresa) L’inno (tarantino) contro la paura

Uno smartphone, una voce, poi un’altra, un sax, una tromba, una tastiera, un sintetizzatore, un basso elettrico, un clavinet, un coro gospel. E’ così che nasce un inno contro la paura.

Si intitola “STAY HOME (Mica è un’impresa)”, la canzone composta da un gruppo di allievi dell’Istituto musicale tarantino “Giovanni Paisiello”, che in modo ironico invita al rispetto delle regole per contenere la diffusione del contagio e lancia un messaggio di speranza e ottimismo. Il brano è disponibile su youtube.

Un grande senso di unione attraversa la rete in questi giorni, chiunque mette a disposizione quello che può, anche le proprie abilità e competenze. E il mondo della musica è stato tra i primi a mobilitarsi. Tanti gli artisti italiani (Ligabue, Jovanotti, Subsonica, Giuliano Sangiorni) e internazionali (Green Day, Patty Smith, U2, Pearl Jam) che hanno postato sui propri canali social, immagini con il tricolore, mini live, successi e anche brani inediti.

E così anche i giovani del conservatorio tarantino hanno messo a disposizione la propria arte e creatività e anche se a distanza si sono uniti intorno alla loro passione, la musica. Il brano nasce un po’ per caso. Nella casella email di Mirko Signorile, insegnante di pianoforte jazz, armonia e composizione al Paisiello, arriva una notifica. E’ un suo studente che gli ha inviato una base. Il docente compone un assolo su quel framework. Si aggiungono i suoi studenti. Ognuno, da casa, con mezzi di fortuna o con una strumentazione più professionale, registra e invia agli altri. L’incastro armonico che ne viene fuori è un brano fresco e gioioso, genere neo soul (influenze che vanno dal funk all’hip hop). Il brano in parte in inglese e in parte rappato in italiano – è un inno alla musica e alla solidarietà: “E canta e suona, rilassati, suona ogni volta che vuoi, stai in silenzio, grida alla vita, ma… don’t give up no more, non mollare più”!

“Questa iniziativa ha l’intento di tenere alto il morale in questo momento di isolamento e preoccupazione generale e di stimolare le persone ad attivarsi e a non demoralizzarsi- ha spiegato Signorile. Stare in casa può sembrare una costrizione insostenibile e poco stimolante ma, anche a distanza, è possibile creare arte e stare insieme spiritualmente. In un mondo che corre, c’è ora l’esigenza di rallentare e di avere la possibilità di prendere la vita con più calma… proprio come farebbe una tartaruga”.

Un invito a non fermarsi, come recita l’hashtag che lo accompagna #IlPaisielloNonSiFerma. Perché se l’Italia si trova a fare i conti con la chiusura dei luoghi dedicati alla cultura, all’istituto tarantino sono abituati da anni a combattere con questa eventualità.

In questo momento di grande difficoltà, ognuno deve fare quello che può aiutare il prossimo. Dovrebbe essere sempre così, ma spesso ce ne dimentichiamo. Allora stiamo in casa. È il primo passo per aiutare chi in prima linea combatte il virus negli ospedali. Poi mettiamo le nostre abilità al servizio di tutti – ha dichiarato il Direttore Gabriele Maggi. I musicisti hanno una grande responsabilità: sono i custodi del linguaggio che più di ogni altro esprime speranza. Un plauso a questi ragazzi, al loro maestro e a tutti i musicisti che in questi giorni, in vari modi, usano la loro conoscenza per tenere viva la speranza. Non siamo medici o infermieri. Ma possiamo curare l’anima. Ce la faremo. Come sempre.

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