Home L'Impresa Eccezionale Boom dell’e-commerce, ma servono nuove competenze

Boom dell’e-commerce, ma servono nuove competenze

 

Sono in tanti coloro che nel digitale in molti hanno trovato la risposta al forzato isolamento. Per gli approvvigionamenti quotidiani o semplicemente per intrattenimento. E se diversi settori dell’economia sono messi duramente alla prova, altri hanno visto una crescita importante come nel caso dell’e-commerce.

L’emergenza e le misure normative messe in atto per limitare il contagio del Coronavirus, infatti, stanno mutando le nostre abitudini, i nostri stile di vita e anche le strategie di consumo. Un’indagine Nielsen sulle vendite online dei prodotti di largo consumo, ad esempio, testimonia un aumento dall’ultima settimana di febbraio fino alla prima di marzo di oltre l’80% rispetto all’anno precedente, con un incremento di 30 punti percentuale se riferite al periodo che ha preceduto l’esplosione dell’emergenza legata al COVID-19.

La crescita complessiva delle vendite nel corso della settimana presa in esame dall’indagine risulta essere trainata da alcune categorie di prodotti, la cui maggior domanda è riconducibile a due “effetti”:

  • effetto “stock”, con aumento a doppia cifra di alcune categorie dalla Drogheria Alimentare a lunga conservazione, quali riso (+61,0%), pasta (+56,7%), conserve animali (+49,2%) e conserve rosse (+48,7).
  • effetto “prevenzione e salute”, con un aumento delle vendite delle categorie del Cura Casa (+24,9%), trainata in particolare dal segmento Commodities (alcol denaturato: +347,0%, candeggina +87,8%); ma anche del Cura Persona (+19,6%), in particolare il parafarmaceutico (+148%).

Questi dati portano anche a due riflessioni. Le aziende che avevano investito nel digitale sono state in grado di rispondere immediatamente a un cambiamento dei consumi così improvviso. Con il cambiamento delle abitudini dei consumi in atto, si aprirà una nuova era digitale e le aziende già da adesso devono  ripensare al proprio business. La seconda riguarda l’ambito delle competenze e delle professioni che ruotano intorno alla trasformazione digitale, che devono essere in grado di gestire anche situazioni di crisi come quella che stiamo attraversando. Come spiega Anastasia Sfregola, sales manager per l’Italia di Kooomo piattaforma leader nell’e-commerce: “Certo ancora una volta vince chi per primo si è aperto al digitale investendo su tecnologia e formazione di professionalità skillate per il settore. Prendiamo l’assistenza clienti: l’aumento degli ordini generato da una percepita emergenza, per esempio, rende l’utente più vulnerabile e spesso bisognoso di rassicurazioni. Ma anche l’e-commerce manager oggi più che mai si trova in un ruolo ibrido dove le competenze online si uniscono a quelle di problem solving, tanto che si arriva a parlare di crisis e-commerce manager”.

Secondo l’esperta, inoltre sono 4 gli aspetti che devono essere tenuti sotto controllo per garantire un servizio efficiente: la velocità del sito, il magazzino, l’assistenza clienti e l’approvvigionamento della merce.Bisogna essere in grado di garantire uptime e velocità del sito anche con l’aumento esponenziale di contatti, fornire all’utente diverse opzioni di acquisto per facilitare il ritiro della merce e mettere a disposizione del cliente un customer care multilingue attivo 24 ore su 24”.

Dopo l’ultimo DPCM del 22 marzo, sono tanti i dubbi che riguardano il commercio elettronico, sulle attività che possono continuare ad operare. Sul sito di Netcomm, il Consorzio del commercio digitale italiano, sono riportate alcune considerazioni sulla portata applicativa del Decreto, consultabili al seguente link: https://www.consorzionetcomm.it/

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