Home news “L’Osservatore Romano” lascia l’edicola. È digitale dopo 150 anni

“L’Osservatore Romano” lascia l’edicola. È digitale dopo 150 anni

L’ultima volta che non andò in stampa fu il 20 settembre del 1870, a causa della Breccia di Porta Pia. Dopo 150 anni, a causa del Coronavirus, L’Osservatore Romano non uscirà più in versione cartacea. Se 150 anni fa il giornale, edito dal Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, dovette fermarsi, questa volta interromperà solo le attività tipografiche, da giovedì 26 marzo, continuerà a uscire solo in versione digitale. Come ha spiegato il direttore Andrea Monda: «avevamo la necessità di contenere la situazione per motivi cautelari, di prudenza; ma in realtà non cambia nulla. Noi continuiamo a fare il giornale come sempre – vi lavorano una sessantina di persone, fra cui una quarantina di giornalisti dei quali circa venti per l’edizione italiana, già quasi tutti in smart working – L’Osservatore Romano resta identico a quello che siamo abituati a sfogliare, soltanto che tecnicamente produciamo un file, un pdf, per l’edizione che è solo informatica per essere diffusa in rete». Nella tipografia del giornale continueranno a lavorare un solo tecnico stampa e un legatore per produrre solo 10 copie cartacee «da distribuire ai massimi livelli della curia, tra cui il Segretario di Stato e il Papa».
L’Osservatore Romano, fondato il primo luglio 1861, ha raccontato la storia del Vaticano, Papa dopo Papa. Si tratta di un “Giornale quotidiano politico religioso” come si legge sotto il titolo nella prima pagina. Durante gli anni ha affrontato profonde trasformazioni «per meglio rispondere alle attese dei Pontefici che si sono avvicendati al soglio di Pietro. La dimensione universale, l’incontro tra fede e ragione, l’amicizia con le donne e gli uomini di oggi sono le linee direttrici che il foglio vaticano esprime presentando tutti i testi pontifici e i documenti della Santa Sede, in italiano e nella lingua in cui sono stati pronunciati o scritti, seguendo con un’informazione completa e accurata, la vita internazionale, i dibattiti culturali, le vicende della Chiesa in ogni continente, con particolare attenzione all’ecumenismo e al dialogo con le religioni».
Il giornale viene pubblicato sei giorni su sette, ad esclusione del lunedì, vi sarà capitato di trovarlo avvicinandovi a piazza San Pietro, molti lo avranno acquistato per ricordo di un grande evento, come l’elezione di un Papa. Ma si può reperire anche nelle edicole. Mentre nelle altre nazioni europee esce in stampa con delle edizioni settimanali.
Oltre a questo, L’Osservatore, è anche un prezioso archivio della storia italiana: «Ripercorrere la storia della Chiesa e della società, dal 1861 ad oggi -come si legge sul sito- attraverso i documenti, le riflessioni, le prese di posizione de L’Osservatore Romano». L’intera collezione è archiavata in cd-rom comprendente le annate dell’edizione quotidiana, dal 1861 ad oggi, e dell’edizione in lingua inglese, a partire dalla sua nascita avvenuta nel 1968.
Su microfilm sono conservate anche le annate 1849 – 1850 de L’Osservatore diretto dall’Abate Battelli e l’annata 1849 de Il Costituzionale Romano, due giornali che possono essere considerati i progenitori dell’attuale «L’Osservatore Romano». I cd-rom consentono la riproduzione di singole pagine o intere edizioni in fotocopie e in file per la spedizione via e-mail. A partire dal 1996 c’è anche la possibilità di richiedere file di testo di singoli articoli o edizioni.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here