Home Territorio Dalla crisi all’idea. In 5 mosse

Dalla crisi all’idea. In 5 mosse

Lo prevedono tutti i grandi economisti, ci sarà una brusca recessione. Il Sole 24 Ore l’ha definita perfino “violenta e brutale”. Le proiezioni che si basano sull’esperienza della “grande recessione del 2007-08”, sembrano dare ragione ai più pessimisti.

In questo quadro clinico, in questo momento di immobilità forzata, l’unica cosa che si può fare è progettarsi: cercare di avere una buona idea per risollevarsi post quarantena. Inventare, innovare e eseguire. Mai come in questo momento ci sarà bisogno di innovazione. In fondo, molte grandi idee sono arrivate da momenti di necessità. Durante la quarantena per l’epidemia di peste del 1664, Sir Isaac Newton scoprì la forza di gravità. Non è una leggenda, Newton rimase nella fattoria della sua famiglia nel Lincolnshire, leggendo e studiando, all’ombra di un albero di melo, finché una mela decise di cadergli sulla testa. Dedicò il tempo a pensare e iniziò ad elaborare la teoria della “Forza di gravità”, che avrebbe rivoluzionato il mondo della scienza. In seguito avrebbe descritto la quarantena come il periodo più intellettualmente produttivo della sua vita.

Anche il velcro, il sistema di chiusura a strappo in tessuto, è nato a causa di un cane sporco dopo una passeggiata in montagna. George de Mestral, un ingegnere svizzero, disse di essere impazzito per cercare di togliere dei piccoli fiorellini rossi attaccati ai suoi pantaloni e al pelo del suo cane. Notò la loro forma, circolare e dotata di uncini, e pensò alla possibile applicazione di quel modello nella vita reale, per fissare insieme degli oggetti. Oggi, la sua invenzione è usata per la chiusura delle scarpe e addirittura dalla NASA.

Come nasce un’idea

In “Mangia, Prega, Ama”, un libro molto amato dal pubblico femminile, ma che anche gli uomini dovrebbero leggere, Elizabeth Gilbert, autrice del bestseller, traccia due ipotesi sulla nascita di un’idea. Secondo la tesi di Gilbert, le idee nascono da un vero sforzo mentale, oppure provengono da forze al di fuori del nostro controllo. Ma scendiamo nei particolari.

Nel viaggio alla ricerca di un’idea bisogna avere molta concentrazione e forza di volontà, un percorso costellato di tentativi ed errori. Questo può risultare frustrante, poiché tutto dipende dallo sforzo di colui che pensa. Per questo la scrittrice consiglia di praticare meditazione, con una certa costanza. Però, anche una donna come Gilbert, ammette che esiste una sorta di musa o spirito creativo in grado instillarci delle buone idee. La verità è che forse la mente elabora tutti gli stimoli assorbiti dal mondo esterno e, dall’insieme dei vari fattori, scaturiscono le idee. Una delle cose più belle del processo di ideazione è il modo in cui riusciamo a creare qualcosa di nuovo dall’elaborazione di ciò che già esiste; semplicemente assemblando concetti già esistenti, ma in un’ottica nuova.

Un esempio fruttuoso di questa unione tra ciò che c’è già e l’idea geniale è “Isinnova”, una start up italiana di ingegneria, che ha ascoltato la richiesta di aiuto dell’ospedale di Chiari, nel bresciano, e stampato in 3D la valvola da collegare alla maschera da snorkeling per creare dei nuovi caschi di ventilazione.

Il Processo creativo

Graham Wallis e Richard Smith, autori del testo “The art of thought”, pubblicato nel 1926, hanno suddiviso il processo creativo in cinque fasi:

Fase 1 Preparazione: si individua un problema, si trovano le necessità e si raccolgono i materiali e le informazioni su cui lavorare. Questo processo richiede un atteggiamento metodico e sistematico. A volte un’indagine viene messa in moto da un colpo di fortuna. Come successe a Sir Alexander Fleming, universalmente noto per avere scoperto l’enzima lisozima nel 1922 e la penicillina nel 1928. Tornando in laboratorio dopo un’assenza di qualche giorno, osserva che una muffa cresciuta su una coltura batterica ha impedito lo sviluppo della colonia. Un caso, uno studio approfondito e tanta competenza, lo aiutarono a scoprire la penicillina.

Fase 2 Incubazione: ossia l’elaborazione mentale dei materiali disponibili, alla ricerca di un ordine che produca un nuovo senso. Si tratta di un processo che si sviluppa per prove ed errori, per flussi di pensiero apparentemente disordinati, altalenanti. Continua anche in momenti nei quali l’attenzione cosciente è sospesa. Per esempio, nel sonno.

Fase 3 Illuminazione: un’epifania insomma. È l’intuizione, spesso istantanea, dell’esistenza di una soluzione inaspettata e differente da tutto quanto si era ipotizzato in precedenza. Henri Poincaré racconta di aver risolto un complesso problema matematico mentre stava salendo su un autobus e non ci stava pensando.

Fase 4 Verifica: se un’idea non supera la fase di verifica, allora occorre riprovare, ripartendo dallo stadio di incubazione o di preparazione.

Fase 5 Intimation: è la sensazione di essere sulla strada giusta, accompagnata da una eccitazione crescente.

Esecuzione

Ora è il momento di mettere in pratica l’idea, il progetto. È il momento di trovarne i punti di forza, comprendere i punti di debolezza, che opportunità può rappresentare per eventuali investitori e se ci sono eventuali competitors. Perché queste sono le informazioni che dovrete fornire più spesso. Inoltre bisogna prendere in considerazione il fatto che ritornati da questa crisi i fondi di investimento saranno pochi o inesistenti.

Ma se avete un’idea, una buona idea, non lasciatela andare.

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