Home news “Covid19Italia.help”, gli hacker (buoni) contro l’emergenza

“Covid19Italia.help”, gli hacker (buoni) contro l’emergenza

Innovare senza permesso ovvero il civic hacking. Siamo abituati ad associare alla figura dell’hacker una connotazione negativa, dedito ad un’attività illecità di pirateria o di violazione, in realtà esistono anche gli “hacker buoni” i “civic hacker” “cittadini che sviluppano delle applicazioni proprie per offrire alla collettività benefici semplici e tangibili, legati agli aspetti civici e comunitari della loro vita”.
Fare civic hacking significa trovare soluzioni alternative e creative alle emergenze e ai momenti di crisi utilizzando strumenti digitali e interattivi come gli Open Data.
Ed è proprio questa la filosofia alla base della piattaforma Covid19Italia.help nata con l’intento di aggregare e non disperdere contenuti utili a tutti, provenienti da fonti di varia natura (ufficiali e non) al fine creare valore in un momento di crisi per il paese. L’iniziativa non profit, sostenuta da ActionAid, è organizzata interamente da attivisti e attiviste digitali, tutti volonatari. L’idea e anche buona parte del progetto è dello stesso team che ha sviluppato il progetto TerremotoCentroItalia che ha aiutato la gestione dell’emergenza causata dello sciame sismico del 2016/2017. In quella occasione centinaia di civic hacker italiani si sono messi a disposizione delle cittadine e dei cittadini colpiti e di chi operava sul campo.

Covid19Italia.help costituisce una vera e propria mappa delle iniziative di solidarietà che stanno nascendo giorno dopo giorno, ma allo stesso tempo permette di accedere e diffondere informazioni, dati e notizie utili.
Uno spazio web accessibile e interattivo dove i bisogni, anche delle persone più fragili, e risposte si incontro. Ad esempio nella sezione Segnalazioni è possibile trovare l’aggiornamento dlle raccolte fondi, i servizi e le iniziative solidali, le commissioni e le consegne a domicilio di spesa, farmaci e altro, e di supporti psicologici e legali attivati su tutto il territorio nazionale per informare le persone secondo i loro bisogni. Mappati anche i servizi per i più piccoli, come consegne di libri per l’infanzia, la possibilità di ascoltare storie via telefono.
Ogni informazione raccolta, dopo essere stata verificata da un team redazionale viene accettata e pubblicata sul sito e diffusa tramite i profili social Facebook, Twitter e Instagrame Telegram.
Fino ad ora, come si può leggere sul sito, sono state gestite 1325 segnalazioni, accettandone e verificandone 1127 (268 Consegne e commissioni, 47 Didattica a distanza e-learning, 28 Donne, 40 Fake News, 78 Fonti istituzionali,228 Raccolte fondi, 328 Servizi e iniziative solidali privati, 165 Servizi e iniziative solidali pubbliche, 144 Supporto psicologico).

Inoltre ogni componente software sviluppata è rilasciata con una licenza Open Source che ne permette il riuso e ne promuove lo sviluppo pubblicamente. I dati raccolti e prodotti vengono pubblicati e tenuti aggiornati come Open Data. Laddove lo si ritenga utile, tutta l’infrastruttura è ri-usabile da organizzazioni, associazioni, gruppi informali ed anche pubbliche amministrazioni che avessero bisogno di un servizio per informare e attivarsi per rispondere all’emergenza Covid19.

Un modo collettivo e positivo di rispondere all’emergenza perchè ognuno può fare la sua parte: proporre, trovare, attuare soluzioni a un problema. L’intento, come sostiene Slow News che supporta l’iniziativa, è anche di mettere in atto l’effetto virtuoso dell’intelligenza collettiva: “più si diffondono le iniziative, più le persone si fanno venire in mente modi per essere utili alla collettività. Si può fare, grazie al digitale, anche restando in casa”.

 

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